“Boom” di Formazione Stellare nella Via Lattea: ma il Sole è Arrivato in Ritardo


Postato il 13 aprile 2015 alle 21:04

Immagine artistica di un ipotetico cielo stellato osservato da un pianeta situato in una galassia di circa 10 miliardi di anni fa. Le nubi di polveri rosa celano la creazione di nuove stelle. Credit: NASA/ESA/Z. Levay (STScI)
Immagine artistica di un ipotetico cielo stellato osservato da un pianeta situato in una galassia di circa 10 miliardi di anni fa. Le nubi di polveri rosa celano la creazione di nuove stelle. Credit: NASA/ESA/Z. Levay (STScI)

In una delle più produttive riprese del cielo, condotte insieme da vari osservatori, gli astronomi hanno potuto scoprire che galassie simili alla Via Lattea sono state sottoposte nei primi periodi della loro esistenza ad un vero e proprio “baby boom” stellare, sfornando nuove stelle alla prodigiosa velocità di 30 volte quella dell’attuale tasso di formazione.

Nella storia della nostra Galassia però, il Sole è un vero e proprio ritardatario: non si è formato fino a circa 5 miliardi di anni fa, mentre la Via Lattea aveva già raggiunto il suo picco di formazione stellare 10 miliardi di anni fa, circa 5 miliardi di anni prima; alla nascita della nostra stella, la formazione stellare della galassia era già arrivata agli sgoccioli.

Perdersi questo momento di intensa attività tuttavia potrebbe non essere stata un’occasione mancata: l’apparizione tardiva del Sole potrebbe infatti aver alimentato la crescita dei pianeti del nostro sistema. Gli elementi più pesanti di idrogeno ed elio divennero abbondanti in seguito al boom di formazione stellare, poiché un numero maggiore di stelle massive alla fine della loro vita arricchirono la galassia con materiale fondamentale per la costruzione dei pianeti.

Sei delle 200 galassie osservate, riprese a vari livelli della loro evoluzione: maggiore è stato l'aumento del tasso di formazione stellare, maggiore è stata la crescita complessiva in poco tempo delle galassie. Credit: NASA/ESA/C. Papovich (Texas A&M)/H. Ferguson (STScI)/S. Fabe
Sei delle 200 galassie osservate, riprese a vari livelli della loro evoluzione: maggiore è stato l’aumento del tasso di formazione stellare, maggiore è stata la crescita complessiva in poco tempo delle galassie. Credit: NASA/ESA/C. Papovich (Texas A&M)/H. Ferguson (STScI)/S. Fabe

I ricercatori ovviamente non hanno istantanee della giovanissima Via Lattea: per studiare gli effetti di questa intensa attività sono state riprese circa 2000 galassie simili alla nostra in osservazioni del profondo cielo, che ha permesso di arrivare a 10 miliardi di anni fa. Il nuovo censimento ha prodotto la più completa immagine di come le galassie hanno iniziato a crescere prima di assumere la forma odierna di maestose strutture a spirale. Lo studio, condotto a lunghezze d’onda multiple che hanno spaziato dall’ultravioletto all’intero infrarosso, ha combinato le osservazioni dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer della NASA, Herschel dell’ESA e vari telescopi terrestri tra i quali il Magellan Baade Telescope presso il Las Campas Observatory in Cile.

La ricerca rivela una forte correlazione tra la formazione stellare nelle galassie e la crescita in massa delle stelle: quando le galassie rallentano nella creazione di nuove stelle, la loro crescita rallenta allo stesso modo.

Giulia Murtas

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