INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO: IL CASO BRANCATELLI

Vittorio Brancatelli è un uomo che circa vent’anni fa, durante in un fine settimana estivo che trascorse presso il Rifugio Grassi, sulle Prealpi Lombarde (sopra Lecco), ebbe un incontro ravvicinato del terzo tipo con un essere di sesso femminile la quale gli rivela informazioni “importanti”.

Vittorio prende coraggio e dopo tanti anni decide di mettere tutto per iscritto. Egli asserisce che in passato raccontò la sua avventura ad alcuni amici, ma come accade spesso in questi casi, la maggior parte di loro la considerarono frutto della sua fantasia. Probabilmente per via della sua passione per i libri di fantascienza.

Deluso e scoraggiato, aspettò pazientemente il momento giusto. Ebbene quel momento è finalmente arrivato e quest’uomo ci onora raccontandoci ciò che accadde quel dì. Come egli stesso asserisce: “la verità non è mai da una sola parte, ma ogni cosa ne contiene un frammento”.

Grazie all’incredibile storia che racconta Vittorio, si potranno acquisire nuove informazioni alle domande che da sempre frullano nella mente umana:

    Chi siamo noi uomini?
Qual’è lo scopo del nostro vivere?
Cos’è l’universo?
Siamo soli in un universo così enorme?
Esistono gli extraterrestri?
Se esistono perché non si mostrano?

L’incontro del terzo tipo, tra l’altro evento assai raro (per “terzo tipo” si intende un vero e proprio contatto fisico), ha cambiato la vita di quest’uomo. Questo è l’effetto che provano solitamente le persone che hanno vissuto esperienze illuminanti; premorte, risveglio da un lungo coma, esperienze paranormali, etc. Non so fino a che punto possa essere autentica la storia che segue, ad ogni modo non spetta a me giudicare quindi mi atterrò a fare un brevissimo riassunto (per i più curiosi consiglio di leggere il libro), tuttavia, pare che certe esperienze (il solo fatto di conoscere la nostra vera natura) cambiano il nostro modo di vedere, e affrontare la vita. Vittorio non pretende che il lettore creda alla sua storia, ciononostante spera possa essere in qualche modo di aiuto e si presta per approfondire tale argomento con chiunque voglia contattare il suo editore.

Vittorio è un siciliano ambizioso che in principio sperava di diventare un ricercatore ma finì per trasferirsi a Milano per fare il venditore in Brianza. Come ho accennato all’inizio organizzò un fine settimana in montagna con la ragazza che frequentava, la quale dapprima, accettò l’invito poi dopo qualche giorno telefonò avvisandolo che non era in gran forma quindi sostanzialmente gli fece buca. Egli non si arrese e decise di avventurarsi da solo, aggregandosi poi ad un gruppo di tre ragazzi, dove conosce a fondo una delle due ragazze che ne fanno parte, la quale non fa che riempirgli la testa di pensieri enigmatici che hanno a che fare con la reincarnazione, l’universo, le religioni. Sonia, è il nome della ragazza che possiede una certa cultura e passione per la filosofia. Una ragazza che nonostante tutte le belle parole il mattino seguente riparte con i suoi amici lasciando i suoi saluti sopra il comodino della stanza dove albergano.

Vittorio non è di certo felice, ma continua da solo e pieno di pensieri per le tappe prestabilite. Ad un certo punto scorge una strana scia nel cielo dove riconosce un oggetto metallico che oltrepassa la cima per scomparire dietro la montagna. Tutto avviene rapidamente, Vittorio sente un boato e la terra sotto i suoi piedi comincia a tremare. Subito pensa ad una sciagura aerea e al brutto spettacolo al quale dovrà assistere, ma trovandosi vicino decide di andare a verificare di persona.

Si ricorda che da quelle parti c’è un lago, ma vede solo una fitta nebbiolina di polvere e fuoco, si avvicina scoprendo di assistere a qualcosa di fenomenale, vede uno stano oggetto (UFO) di forma ovale che emette una luce intensa. Il fatto lo fa rimanere di sasso, non sa come comportarsi, tuttavia decide di indagare, e all’improvviso si apre un portello, ma non succede nulla.

Si rende conto poi, che il lago era effettivamente presente ma era quasi totalmente coperto dall’oggetto precipitato dal cielo. L’oggetto era enorme, circa duecento metri, Vittorio lo paragona allo stadio di San Siro. Insomma, per farla breve, si prende di coraggio e decide di entrare dallo stesso portellone che si era aperto, ma rimane intrappolato perché una volta entrato si chiude automaticamente. Camminando si ritrova all’interno di una grossa sala con dei comandi, inclusi monitor, e spie luminose.

Vittorio sente un lamento e avvicinandosi scorge una donna dai capelli lunghi e biondi, pallida e sofferente. La donna indossava una tuta di uno strano materiale aderente, lui si avvicina le poggia una mano sulla fronte, lei apre gli occhi e, dapprima si mostra impaurita, poi d’un tratto afferma: “Chi sei e come osi toccarmi?”.

Lui risponde: “Vittorio e tu chi sei?”

La donna replica: “Come sei entrato qui e perché sei stato tanto pazzo da farlo?”

Subito dopo si avvicina silenziosamente un robot e la donna gli ordina di fare una relazione completa dei danni. Il robot risponde: “Riparazione in atto, portello aperto per impatto già chiuso. Intruso al tuo cospetto è l’unico introdotto. Copertura mimetica già in funzione. Tempi di riparazione quattro ore nave”.

Lo disse in una strana lingua ma la donna glielo fece ripetere in italiano, e fu solo allora che Vittorio si rese conto che parlava la sua stessa lingua. Tuttavia, quest’ultima dai lineamenti angelici, disse al robot che l’uomo andava considerato prigioniero libero di muoversi ma non di abbandonare la nave. Pare che la donna era arrabbiata perché si era intrufolato nella sua nave, e poco importavano le sue buone intenzioni. Di fatto, Vittorio si trovava a circa 2000 metri di altitudine e con il primo paese a 4 ore di distanza, era solo e in trappola dentro un’astronave aliena.

E così, Vittorio si ritrova incredulo all’interno di un’astronave aliena incastrata dentro una roccia, sulla Terra, ma allo stesso tempo lontano dal mondo. Nonostante tutto, non demoralizza e spera nell’arrivo dei soccorsi, poiché secondo lui il boato si sarebbe dovuto sentire.

Viene accompagnato da due robot dentro una cuccia con dei comandi a tastiera dove in caso di bisogno può chiamarne uno. Ed è proprio con uno di questi che inizia una breve conversazione scoprendo che la donna si chiama Arvea ed è un Ispettore Generale dell’Impero Galattico. Per quanto l’intera storia possa sembragli un film di fantascienza, l’uomo viene a sapere più tardi che Arvea proviene dalla zona centrale della Via Lattea, e che esistono diverse Confederazioni, e Imperi Galattici.

L’Impero da cui proviene comprende 120 sistemi solari e 300 mondi, tra pianeti e satelliti abitati, questo governa anche su alcuni pianeti che si trovano in altre galassie. Vittorio racconta di aver avuto davanti a se uno schermo dove si osservavano galassie tridimensionali, da lì poteva interagire visualizzando altri pianeti, che a suo dire erano molto simili alla Terra.

L’uomo ad un certo punto viene fatto chiamare dal robot per un colloquio con Arvea, la donna dai lunghi capelli biondi. Per via delle circostanze in cui si trovava Vittorio (prigioniero) la donna decise di rispondere alle sue domande.

Ne inserisco alcune tratte dal libro:

(Vittorio = V) “Da dove vieni e chi sei?”

(Arvea = A) “Vengo dal centro della galassia di cui fa parte anche questo sistema solare. Al centro i sistemi stellari e i pianeti sono più vicini ed esiste un Impero che li dirige ormai da millenni. Io sono una pedina dell’Impero, mi occupo di esplorazioni e supervisiono l’amministrazione nei suoi confini.

(V) “Perché la Terra è all’oscuro di tutto questo? Perché non vi rivelate e non integrate noi terrestri nel vostro sistema?”

(A) “Vuoi proprio saperlo?” mi scrutava valutandomi. “Non ti piacerà questa mia risposta!

Voi terrestri siete integrati nell’Impero, fate parte della nostra organizzazione sociale. Il tuo pianeta è parte dell’Impero e assolve a una funzione molto importante. Direi che non possiamo fare a meno del suo ruolo. Anche voi sulla Terra avete luoghi che destinate a tale uso.

“La vostra Terra è la prigione dell’Impero!”

(V) ..“Una prigione prevede che ci siano dei prigionieri, che vi vengano immessi. Noi non abbiamo rapporti con altri mondi: a parte degli avvistamenti sporadici di Ufo, non abbiamo mai visto né vediamo esseri che possano essere considerati nuovi arrivati. E come si integrano con la popolazione? La lingua?”

Ero confuso: pensavo che ciò che lei diceva potesse esser vero, ma non riuscivo a capire come io e tutta l’umanità potessimo essere prigionieri. Quando eravamo stati deportati e come?

(A) “Vedo che sei completamente fuori strada. Devi sapere prima un’altra cosa, che non rientra nelle vostre conoscenze, anche se qualche barlume a volte affiora. Noi – e includo anche voi terrestri, poiché siete, almeno nella parte essenziale, uguali a tutti gli altri esseri dell’universo – noi, ripeto, non siamo esseri materiali. Siamo degli esseri immateriali!

Voi direste, spirituali! Non siamo corpi né siamo fatti di materia. Riesci a capire questo?

La nostra natura non ha niente a che vedere con la materia creata: è un’essenza vitale capace di creazioni, generatrice di materia e vita, eterna e immortale. Esistiamo da miliardi di millenni, direi da sempre. Questo vale anche per te e per tutti i terrestri. Noi tutti, siamo esseri eterni e immortali che vivono fin dall’inizio del tempo.

Nella mia classe sociale siamo soliti, ormai da molto, usare corpi come quelli umani e lo facciamo introducendoci in questi e cambiandoli a piacimento, senza dover morire per questo, o avere sensazione di morte. Gli altri, che non hanno e non avranno mai il potere, devono morire per potersi reincarnare e sono contenti di dimenticare le esistenze precedenti, in modo da poter iniziare ogni nuova vita con slanci rinnovati e nuovo vigore.

Per voi terrestri è diverso! Voi, almeno una parte, eravate come me di classe superiore, ma non avete accettato l’Impero, le sue usanze, le sue tradizioni: le avete contestate mettendo in discussione le basi stesse dell’Impero, che si fonda su una conoscenza millenaria e sulla fiducia nelle istituzioni. Voi terrestri siete in parte i contestatori scomodi dell’Impero. Le autorità, non potendo più fidarsi di voi né potendo uccidervi, poiché distruggerebbero solo un corpo, vi condannano all’oblio e all’ignoranza, mischiati coi delinquenti comuni. Questa è la vera morte dell’anima: l’ignoranza!

Perché questa possa concretizzarsi per intero, voi sparite completamente in questo pianeta lontano dalle rotte abituali e dai centri di comunicazione intergalattici. Essendo il vostro un pianeta di periferia, si presta perfettamente allo scopo. Esiste la proibizione più assoluta per chiunque di farsi scoprire o mettersi in contatto con gli indigeni. E’ proibito perfino avvicinarsi se non autorizzati.

Ladri, assassini, contestatori, sognatori petulanti, attaccabrighe, oppositori politici, vengono catturati e uccisi, spogliati del proprio corpo, trattati per dimenticare ogni cosa, surgelati e spediti, con apposite navi, sul pianeta Gea, la vostra Terra.

Venite iniettati in corpi appena partoriti da donne, che saranno le vostre madri. Partoriti nel dolore e nell’incertezza. Ciò rappresenta per voi la nascita. Siete così soggetti alle leggi di questo pianeta, alla sua ignorante brutalità, alle malattie, invecchiamento e morte.

Ma voi, in quanto esseri spirituali, non potete morire, né essere costretti in alcun luogo. Ad ogni morte fisica, che rende libera l’essenza vitale che siete voi stessi, venite ancora catturati con apposite trappole poste intorno alla Terra stessa. Venite processati ancora una volta, condannati e quindi trattati per dimenticare.

E il ciclo si ripete: venite re-iniettati in nuovi corpi appena partoriti. Continuate così a reincarnarvi e aberrarvi vita dopo vita, senza che vi sia permesso di ricordare nulla, senza avere altre conoscenze oltre quelle che riuscite a scoprire con la vostra intelligenza e forse grazie a qualche ricordo che riesce a trapelare malgrado i trattamenti.

Nessuno ricorda le vite precedenti! Malgrado ciò una buona parte di voi crede nella reincarnazione delle anime. Ma questo è totalmente diverso dal sapere che ci sono state infinite vite precedenti.”

(V) La Terra è dunque una prigione! Io sono un deportato! Ecco il grande segreto della Terra. Altro che le religioni, con le loro risposte piene di mistero. Altro che misteri! Non si vuole che noi sappiamo!

La cosa mi annichilì per l’enormità!

Ripetei a me stesso per afferrare meglio il concetto: l’Impero non vuole assolutamente che noi ricordiamo!

Volevo capire di più, né volevo rassegnarmi e l’unica cosa che potei opporre fu: “Come è stato possibile tutto questo?”

(A) ..“L’Impero galattico si fonda su gerarchie assegnate e immutabili, in cui gli stessi esseri sono al potere da millenni e difficilmente avvengono cambiamenti. La forma di governo attuale è frutto di esperienze e modifiche avvenute secolo dopo secolo, che hanno affinato e reso sempre più perfetto il meccanismo burocratico e di governo stesso, per cui ogni possibile variante operativa diversa da quella attuale è già stata precedentemente sperimentata.

Gli esseri al potere conoscono tutto ciò che ti ho detto. Le masse invece vengono tenute nell’ignoranza per meglio guidarle e mantenere l’ordine e lo stato attuale. Ogni tanto qualcuno, più irrequieto o più abile, riesce a ricordare. Vorrebbe modificare qualcosa, si agita, diventa turbolento nel suo intento di cambiamento; quando diventa palesemente pericoloso per il sistema, il suo corpo viene ucciso. Il suo essere spirituale viene addormentato e catturato, trattato per dimenticare. Imprigionato in un cubetto di ghiaccio, viene trasportato insieme ad altri sul pianeta Gea, la vostra Terra. Verrà scaricato in mare a uno dei poli del pianeta: quando il ghiaccio si scioglierà, sarà di nuovo libero. Al risveglio non ricorderà nulla, non riconoscerà neanche il pianeta, non potrà comunicare con nessuno; si lascerà quindi guidare dall’impulso che sente prepotente e cercherà un nuovo corpo per rinascere.

Anche le galassie vicine utilizzano il pianeta Terra per lo stesso scopo, essendo il vostro un sistema periferico. Ecco come avviene che la Terra sia la pattumiera dell’universo. Puoi capire il perché delle enormi differenze ed individualità esistenti. Si potrebbe dire che è l’unico pianeta che riunisce in un solo luogo i migliori e i peggiori esseri della galassia.”

Per concludere..

Ripeto, non posso sapere fino a che punto le informazioni contenute in questo libro siano attendibili, personalmente è la prima volta che sento parlare di questa faccenda, anche perché non seguo molto le storie di contattisti (per quanto siano affascinanti), quindi raramente cerco informazioni a riguardo. Ad ogni modo, Vittorio Brancatelli non è un contattista, ma un uomo che in un fine settimana qualunque di circa vent’anni fa ebbe un incontro ravvicinato del terzo tipo, e se il tuo istinto ti suggerisce di non credere alla sua vicenda puoi sempre considerarlo un bel libro di fantascienza. A me non piace giudicare ciò che non conosco e so benissimo che è facilissimo (troppo facile) smontare una storia del genere quindi non è mia abitudine porre domande nei vari forum. Perché troppo spesso si ha a che fare con persone presuntuose che pretendono di far credere di essere “arrivati” e conoscere la storia dell’umanità o dell’universo.

Per cui inserisco il link che punta al libro, poi sarai tu a scegliere se comprarlo oppure no. D’altro canto potrebbe anche bastarti questo breve riassunto.

L’aliena. Messaggi dalla galassia. Cronaca di un incontro ravvicinato

tratto da coscienza universale

Fonte:http://www.infinitafollia.it/ufologia/742-incontri-ravvic

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