Al via la costruzione dell’E-ELT, il più grande telescopio del mondo

L’E-ELT (European Extremely Large Telescope) sarà di gran lunga il più grande telescopio ottico e vicino infrarosso al mondo. All’inizo di dicembre 2014 il Consiglio dell’ESO ha dato il via alla prima fase di costruzione del telescopio.

e-elt
Rappresentazione artistica del telescopio E-ELT. Il confronto con le auto parcheggiate nelle sue vicinanze, dà un’idea delle sue enormi dimensioni.|ESO/L. CALÇADA

Agli inizi di dicembre, il Consiglio dell’ESO (European Southern Observatory), principale organo di governo di questa organizzazione internazionale, a cui per adesso partecipano 14 Paesi europei, ha dato il via libera alla costruzione dell’E-ELT (European Extremely Large Telescope).

Con uno specchio principale di oltre 39,3 metri di diametro – formato da 798 segmenti di 1,45 metri di larghezza ciascuno – sarà per molti anni il più grande telescopio ottico del mondo.

In questa ricostruzione si possono vedere le impressionanti dimensioni dello specchio segmentato (diametro 39,3 metri) formato da 798 segmenti di 1,45 metri di larghezza ciascuno. | ESO

UN INVESTIMENTO “ASTRONOMICO”. Per la prima fase è stata autorizzata la spesa di oltre un miliardo di euro, un investimento che andrà a coprire i costi di costruzione del telescopio e di un pacchetto di potenti strumenti.

L’entrata in funzione di questo supertelescopio è prevista per il 2024. Questo eccezionale strumento permetterà di effettuare straordinarie scoperte scientifiche nel campo degli esopianeti, anche di tipo terrestre, della composizione di stelle appartenenti a galassie vicine e dell’Universo profondo.

Il più grande contratto industriale mai affidato dall’ESO, quello per la cupola del telescopio e la struttura principale, verrà stipulato entro il prossimo anno.

L’Italia, come già successo nella costruzione del VLT (Very Large Telescope) avrà un ruolo di tutto rilievo nella realizzazione di questo ambizioso progetto.

Vista aerea dell’osservatorio di Cerro Paranal (VLT e di Cerro Armazones (E-ELT). I due siti sono separati da una distanza di circa 20 km. Sullo sfondo il vulcano Llullaillaco (6.739 metri). | ESO

L’E-ELT sarà un telescopio ottico e infrarosso e il sito prescelto è Cerro Armazones, una montagna del deserto cileno di Atacama che raggiunge una quota di 3.060 metri.

È situato a poco più di 100 km a sud-sud-est della città si Antofagasta e a 20 km ad est dell’osservatorio di Cerro Paranal, dove lavora il VLT.

La costruzione dell’E-ELT fu approvata dall’Consiglio dell’ESO nel giugno 2012 a condizione che i contratti di valore superiore a 2 milioni di euro potessero essere assegnati solo dopo che il costo totale del telescopio (1.083 milioni di euro al valore del 2012) fosse finanziato almeno per il 90%. È stata concessa un’eccezione per le opere civili del sito, e i lavori sono iniziati con la cerimonia inaugurale nel giugno 2014 e stanno facendo buoni progressi (vedi notizia e video).

I LAVORI POSSONO INIZIARE. Per il momento, il 10% del costo totale del progetto è stato spostato a una seconda fase. Con la prossima adesione all’ESO della Polonia, gli impegni di spesa attuali per l’E-ELT hanno superato il 90% del costo totale della prima fase che porterà a un E-ELT completamente funzionante. Si attendono per i prossimi anni impegni addizionali da parte del Brasile, che presto diventerà membro dell’ESO. La prima fase della realizzazione del telescopio e dell’enorme cupola che l’ospiterà può quindi iniziare.

L’esplosione che ha dato inizio ai lavori di spianamento della vetta di Cerro Armazones (3.060 metri) dove verrà situato il supertelescopio E-ELT (vedi notizia e video). | ESO

MANCA ANCORA QUALCOSA. I componenti del telescopio che non sono ancora finanziati comprendono parti del sistema di ottica adattiva, alcuni degli strumenti, i cinque anelli più interni di segmenti dello specchio principale del telescopio (210 segmenti) e un ricambio dei segmenti dello specchio primario che serviranno per operazioni più efficienti del telescopio in futuro. La costruzione di queste componenti, il cui rinvio non riduce gli straordinari risultati scientifici che il telescopio potrà realizzare al termine della prima fase, verrà approvata non appena il finanziamento supplementare sarà disponibile, compreso quello previsto dal Brasile prossimo Stato membro.

05 DICEMBRE 2014 | MARIO DI MARTINO
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